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uito
:: SPECIALE FSA 2004 :

"In nome dei Popoli e dei Paesi dell’America Latina, questa Corte dichiara la Banca mondiale e il Banco Interamericano di Sviluppo responsabili di crimini sociali e ambientali causati dalle loro politiche e dai loro programmi." Questa la parte iniziale della senteza del Tribunale per la sovranità alimentare emessa a Quito da una autorevole e "umana" giuria.


...
In nome dei Popoli Latinoamericani



Da Quito - Tancredi Tarantino
Quito, 28 luglio 2004



TRIBUNALE PER LA SOVRANITA’ ALIMENTARE
TESTO DELLA SENTENZA


In nome dei Popoli e dei Paesi dell’America Latina, questa Corte dichiara la Banca mondiale e il Banco Interamericano di Sviluppo responsabili di crimini sociali e ambientali causati dalle loro politiche e dai loro programmi.

Obbliga la Banca mondiale e il BID ad indennizzare con giustizia le vittime di questi programmi e crediti.

Obbliga la Banca mondiale e il BID all’immediata restaurazione dell’ecosistema danneggiato attraverso i progetti da loro finanziati. Il risarcimento deve essere applicato a progetti di riforma agraria ed alla trasformazione dell’agricoltura.

Ordina che vengano bloccati e ritirati immediatamente i programmi di aggiustamento strutturale che aumentano il debito sociale ed ecologico.

Ordina alla Banca mondiale e al BID la cessazione di tutte quelle politiche che fomentano l’uso di monocolture transgeniche che hanno dimostrato un alto impatto sociale e ambientale ed hanno posto a rischio la sovranità alimentare dei popoli.

Esige dai Governi dell’America Latina che si dichiari prioritaria la politica alimentaria dei popoli e la difesa delle sue fonti di sostentamento, basate sulla produzione agro-ecologica locale, e del mercato interno.

Esige dai Governi che si dichiari l’America Latina libera da transgenici.

Esige dai Governi d’America Latina che garantiscano condizioni degne per i popoli indigeni e per le comunità contadine, in base allo sviluppo locale di rafforzamento di comunità solidarie basate su una alimentazione sana per tutti i popoli.

In conclusione, questo Tribunale dichiara i Popoli ed i Paesi dell’America Latina creditori del debito sociale ed ecologico e la Banca mondiale e il Banco Interamericano di Sviluppo debitori, e dispone l’esecuzione di questa sentenza data in
Quito, Ecuador, il 27 luglio 2004.





Si è realizzato ieri 27 luglio, uno dei seminari più seguiti in queste prime due giornate di attività del Social Forum delle Americhe. Alla presenza del premio Nobel per la Pace, Adolfo Perez Esquivèl, e di rappresentanti delle Madri di Plaza de Mayo, si è svolto un processo etico-politico alla Banca mondiale e al Banco Interamericano di Sviluppo (BID) con l’obiettivo di stabilirne la responsabilità o meno in relazione ad un credito sociale ed ecologico vantato dai popoli e dai Paesi dell’America Latina.



A giudicare le due istituzioni è stato un Tribunale per la sovranità alimentare, costituito ad hoc, che, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del testimoni presenti in aula e le arringhe di accusa e difesa, ha emesso una sentenza finale di condanna letta dallo stesso Adolfo Perez Esquivèl.

Gli organizzatori dell’evento avevano invitato a partecipare i rappresentanti delle due istituzioni finanziarie internazionali, ma entrambe hanno declinato l’invito. Soltanto il BID ha inviato una lettera al Tribunale, letta in aula all’inizio dell’udienza, con la quale ha voluto sottolineare il rispetto dei diritti sociali ed ambientali nell’esecuzione dei suoi progetti.



Dalle diverse fasi del processo, è emersa l’illegittimità del debito estero che i Paesi dell’America Latina pagano, ormai da quaranta anni, a Paesi del Nord del mondo, ad organismi multilaterali e ad istituzioni finanziarie internazionali come, appunto, Banca mondiale, BID, Fondo Monetario Internazionale. Una illegittimità che è emersa in seguito ad una attenta ricostruzione storica. La situazione debitoria è divenuta insostenibile soltanto quando, in seguito all’aumento dei tassi di interesse deciso unilateralmente dagli Stati Uniti per rimediare ai due shock petroliferi degli anni ’70, ed in seguito ad una politica di apprezzamento del dollaro attuata dall’allora Governo Reagan, il debito dei Paesi poveri non mutava in dollari, ma era molto più grande la quantità di moneta locale necessaria per estinguere quello stesso debito: per cui, se nel 1978 erano sufficienti poco più di 600 lire per ogni dollaro preso in prestito o da pagare per interessi, nel 1979 ne occorrevano 2200.
I Paesi poveri, senza aver prestato il proprio consenso, si sono così ritrovati a dover far fronte a condizioni contrattuali notevolmente diverse da quelle iniziali. Da qui l’illegittimità del pagamento del debito estero da parte dei Paesi in via di sviluppo.

Il Tribunale per la sovranità alimentare ha poi dichiarato la Banca mondiale e il BID debitori, nei confronti dei Paesi latinoamericani, di un debito sociale ed ecologico conseguenza di politiche e prestiti che hanno danneggiato in modo irrimediabile il medio-ambiente e le popolazioni interessate. Questa condanna è stata il risultato di una attenta analisi dei progetti finanziati dalle due istituzioni e dei programmi di aggiustamento strutturale, con cui si obbliga i Paesi che intendono ottenere un prestito, ad adottare misure di stabilizzazione dell’economia, come la privatizzazione dei servizi di base, il taglio della spesa pubblica, l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e di prima necessità, in modo da garantire la propria affidabilità nel mercato internazionale ed incentivare così gli investimenti stranieri.



Le cause più importanti del debito ecologico e sociale

• La deforestazione: il 42% delle foreste tropicali è stato distrutto.
• La pratica delle monocolture, avallata e spesso finanziata dalle due istituzioni, che hanno come conseguenza la rapida erosione delle terre.
• L’uso di procedimenti di ingegneria genetica nella produzione di prodotti transgenici, come pomodori con i geni del pesce, che per abbassare i costi di produzione, mettono a rischio la salute dei consumatori, aumentano la possibilità di allergie e le resistenze agli antibiotici.
• La scomparsa forzata di specie vive per i grandi progetti finanziati dalla Banca mondiale, come la costruzione di dighe e gasdotti.
• L'imposizione di programmi di aggiustamento strutturale, attraversi i quali la Banca mondiale costringe i Paesi debitori ad attuare politiche di privatizzazione dei servizi di base, come la salute o l’educazione.



Tancredi Tarantino , ricercatore indipendente, ha curato diversi dossier sull'America Latina e sulle politiche neoliberiste della Banca Mondiale. Laureato in Giurisprudenza a Pisa, con una tesi in Economia Politica sulla Banca Mondiale, ha concluso un Master in giornalismo. Attualmente è in Ecuador per un progetto internazionale.
E-mail : tanc@email.it