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:: SPECIALE FSA 2004 :
Con una cerimonia dapertura ispirata alle tradizioni artistiche e culturali dellEcuador, si è aperto a Quito il primo Social Forum delle Americhe, un appuntamento che si inquadra allinterno del piú ampio Social Forum Mondiale.
Strutturato in cinque diversi assi tematici, il Forum costituisce loccasione per discutere i principali aspetti della realtà sociale, economica e politica del continente americano. Abbiamo organizzato questo Forum ha dichiarato Blanca Chancoso, dirigente indigena e organizzatrice insieme ad altri dellincontro con lobiettivo di contribuire ad un confronto di idee e ad un approfondimento del pensiero critico e diverso, per riuscire in tal modo a dar vita ad alternative concrete al modello neoliberale.
Apre il "Foro Continental"
Da Quito - Tancredi Tarantino

Quito, 25 luglio 2004
Un evento al quale partecipano circa dieci mila persone, provenienti da 40 diversi paesi, che con il loro entusiasmo e con la voglia di condividere valori ed ideali comuni, già da alcuni giorni, hanno cambiato il volto delle strade e delle piazze della capitale, allinsegna di una pluriculturalitá che costituisce uno dei temi trasversali del Social Forum.
Attraverso conferenze, seminari, manifestazioni artistiche e culturali, si è così cominciato a confrontarsi su temi come la militarizzazione del continente e la corruzione politica, la sovranità alimentare e la bio-pirateria, il libero commercio e il debito estero.
Il Forum sará dunque loccasione per porre un tassello in piú nella costruzione di una globalizzazione differente basata sui bisogni della societá e non sugli interessi del capitale.
In particolare nella giornata di apertura di ieri é stata costituita una Assemblea dei Popoli che discuterá sullillegittimitá del debito estero e sulla condanna dellAlca e dei trattati bilaterali di libero commercio, che insieme ai diritti dei popoli indigeni e afrodiscendenti e ai problemi di genere, rappresentano i punti focali dellevento.
Attraverso seminari e tavole rotonde, si sono inoltre trattati argomenti relativi alla tutela dei diritti umani, ai migranti, allautodeterminazione dei popoli.

Nel tardo pomeriggio si sono invece tenute diverse conferenze volte ad approfondire argomenti come il ruolo dellinformazione, le alternative al sistema neoliberale, la costruzione di unaltra America incentrata sui popoli autoctoni.
Tutti questi eventi hanno visto la partecipazione di esponenti di fama internazionale del mondo politico e culturale. In particolare, Adolfo Perez Esquivel, premio Nobel per la Pace, Frei Betto, frate dominicano e teologo della liberazione, Eric Toussaint, politologo belga, Rigoberta Menchú, dirigente indigena guatemalteca e premio Nobel per la Pace.
Parallelamente a questo evento si sta svolgendo a Quito il Social Forum per la Diversitá Sessuale, con lobiettivo di realizzare uno spazio di dibattito e proposte per mettere in moto i cambi sociali piú urgenti ed un riconoscimento dei diritti sessuali come diritti umani.
Dal Foro di Quito, Francesco Martone
Verso la creazione di Tribunali Etici

Quito, 26 luglio 2004
Si e' tenuta oggi la prima sessione dei seminari sul debito estero, sulle soluzioni alternative a livello politico e giuridico e sul Tribunale di arbitrato, convocati da Jubileo Sur, CDES, Jubileo 2000 Guayaquil, ILDIS, Accion Ecologica.
Tra le varie proposte avanzate dai relatori, quella di un tribunale etico, sulla scorta del lavoro fatto in Peru', per arrivare al ricorso a strumenti giurisdizionali regionali quali la Corte Interamericana di Giustizia per un pronunciamento sulla illeggittimita' del debito. In particolare in Peru' si e' sviluppata una campagna sui fondi buitre o vulture funds dell'impresa americana Elliot, che e' sfociata in tre processi relativi uno alla corruzione, l'altro verso la Corte Interamericana al fine di ottenere una opinione consultiva relativa all'illeggittimita' del debito ed al suo impatto sui diritti umani. L'ultimo filone di lavoro era quello relativo alla denuncia dell'inadempienza dello stato peruviano riguardo i suoi obblighi di promozione dei diritti fondamentali di cittadinanza, con particolare riferimento all'impatto del pagamento del debito sulle spese sanitarie, che oggi rappresentano solo l'1,5% del bilancio annuo. Casi specifici relativi al debito ecologico correlato a prestiti della Banca mondiale come la diga di Bio Bio in Cile, o a investimenti privati nel settore petrolifero come nel caso del gasdotto Yadana in Birmania rappresentano elementi sui quali costruire nuove strategie volte ad affermare l'illegalita' del debito e soluzioni che vadano al di la' di quelle proposte dai governi creditori e che diano priorità ai diritti economici, sociali e culturali. Un caso recente relatvo sempre alla Birmania e' il ricorso in Belgio contro la TotalFIna per crimini contro l'umanita' e la protezione dell'ambiente. Nel corso del seminario i elatori hanno convenuto sul fatto che la soluzione giudiziale e' solo uno dei percorsi da seguire, non l'unico, per determinare le responsabilita' e chiedere un risarcimento. Il diritto insomma puo' essere come un bisturi nelle mani del medico, che si puo' utilizzare o meno, ma se utilizzato puo' contribuire ad una soluzione alternativa al problema del debito. Poiche' come ha detto nel seminario Patricio Pazmino del CDES, si deve andare oltre il falso mito dell'obbligo da parte degli stati di pagare sempre e ad ogni condizione il debito, un debito gia' abbondantemente ripagato, in termini di deflusso di materie prime e risorse naturali, e di capacita' e competenze, attraverso i flussi migratori. Come provare a avvicinare il tema del debito estero alla giustizia? Probabilmente perseguendo alcuni canali istituzionali quali la Corte Americana dei Diritti dell'Uomo o la Comissione Interamericana. Tuttavia resta l'urgenza di un'inversione di rotta, e di prospettiva, nella quale quelli che sono considerati i creditori in realta' sono debitori di un debito ecologico, sociale e politico. Queste le sfide che verranno affrontate nel corso del Tribunale sul Debito Ecologico e le responsabilità della Banca Mondiale e della Banca Interamericana di Sviluppo verso la sovranità alimentare, che si terrà in occasione del Forum Sociale delle Americhe. Sia in questa occasione che nel seminario sul debito, mi è stato chiesto di contribuire alla discussione in qualità di parlamentare di un paese del Nord, e sulla scorta del lavoro da me svolto nel corso degli anni sui temi della riforma della Banca mondiale e la cancellazione del debito. Quello che segue è il testo del mio intervento al seminario sulla giudizializzazione del debito e sul ruolo dei Parlamenti. Nei prossimi giorni parteciperò al Foro Parlamentare delle Americhe, nel corso del quale verrà lanciata la petizione dei Parlamenti del Mondo verso la Banca mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale in occasione del 60 anniversario della loro fondazione. Spero di poter mettere in rete il testo dell'appello internazionale a breve.
Un saluto dall'Ecuador
Francesco Martone
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Tancredi Tarantino , ricercatore indipendente, ha curato diversi dossier sull'America Latina e sulle politiche neoliberiste della Banca Mondiale. Laureato in Giurisprudenza a Pisa, con una tesi in Economia Politica sulla Banca Mondiale, ha concluso un Master in giornalismo. Attualmente è in Ecuador per un progetto internazionale.
E-mail : tanc@email.it
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