FSA0401.htmlTEXTGoMkc&:)1 :: SELVAS.org :: Foro Social Americas 04
:: Selvas.org::
:: Occhi aperti sulle Ande :: Ojos abiertos en los Andes ::
SELVAS.org


25-07-2004



Link
Enlaces
Foro Social Américas
E-mail: foroamericas@fsmecuador.org
Teléfono: (593 2) 222 3298
Casilla: 17-07-8772
Quito - Ecuador


Foro Social Europeo
www.fse-esf.org

Foro Social Mediterráneo
www.fsmed.info

Foro Social Pan-amazónico
www.fspanamazonico.com.br

Foro Social Asiático
www.wsfindia.org
www.wsfindia.net


Foro Social Mundial Temático
www.fsmt.org.co

Campamento de la Juventud

Distrito Metropolitano de Quito - Ecuador

Gobierno de la Provincia de Pichincha

:: SPECIALE FSA 2004 :

Fra poche ore si apre il primo Forum Sociale delle Americhe. Tra domenica 25 e venerdi 30 luglio Quito diventerá la capitale non di un macro-evento, bensi diventerà la rotta comune per circa 15.000 rappresentanti dei movimenti sociali, popolari, contadini, ambientalisti, difensori dei diritti umani, riuniti per consolidare una sfida comune: UN’ALTRA AMERICA POSSIBILE, libera dall’Alca, dal Nafta, dal Plan Puebla, dal Plan Colombia, dal Plan Patriota per riconoscere la piena sovranitá di tanti popoli originari...

In carovana a Quito…
Speciale: Forum Sociale delle Americhe

Da Quito - Cristiano Morsolin



Quito, 24 luglio 2004

Fra poche ore si apre il primo Forum Sociale delle Americhe. Tra domenica 25 e venerdi 30 luglio Quito diventerá la capitale non di un macro-evento, bensi diventerà la rotta comune per circa 15.000 rappresentanti dei movimenti sociali, popolari, contadini, ambientalisti, difensori dei diritti umani, riuniti per consolidare una sfida comune: UN’ALTRA AMERICA POSSIBILE, libera dall’Alca, dal Nafta, dal Plan Puebla, dal Plan Colombia, dal Plan Patriota per riconoscere la piena sovranitá di tanti popoli originari...
L’Ecuador, il paese dei vulcani, rappresenta l’avanguardia dei movimenti indigeni riuniti nella Confederazione della Nazionalitá Indigene dell’Ecuador CONAIE, che nel gennaio 2000 ha spodestato il presidente Mahuad che con la dollarizzazione ha causato uno sfascio economico che e’ ricaduto nelle spalle degli ecuatoriani, ulteriormente impoveriti.

Frequento l’Ecuador dal 1999 e mi piace sottolineare come tra l’elenco dei promotori del Foro Sociale delle Americhe ci sia ACCION ECOLOGICA (www.accionecologica.org ), un’ong radicale di donne coraggiose e militanti impegnate in vari conflitti socio-ambientali (prima la distruzione provocata dall’Oleodotto OCP, oggi la protezione della Riserva Yasuni dallo sfruttamento della Petrobrass, la denuncia delle fumigazioni per il Plan Colombia, il progetto “conSumo Cuidado con el Libero Comercio, ecc). Qualcuno considerera Ivonne Yanez, Esperanza Martinez, Aurora Danoso, Elisabeth Bravo, Ivonne Ramos, un gruppo di pazze rivoluzionarie che chiedono la chiusura della Banca Mondiale, il blocco totale dello sfruttamento petrolifero e minerario... Dagli anni ’90 Accion Ecologica ha promosso la rete mondiale di resistenze delle comunita’ contro lo sfruttamento petrolifero OILWATCH (www.oilwatch.org.ec ), un esempio importante di GLOBALIZZAZIONE DELLA SPERANZA che ha fatto storia nel Foro Sociale Mondiale di Porto Alegre...

Con questa ottica, Quito sara’ l’epicentro di una carovana popolare in continuo movimento dove si condivideranno sogni, utopie ma anche percorsi di liberazione possibile, alternative praticabili anche a livello di governo locale e a livello piu’ macro (Il governo Lula insegna con le sue contraddizioni ma sopratutto con le sue speranze di cambiamento radicale dal basso, sotto la spinta del MST – Sem Terra come di tutti i movimenti sociali particolarmente articolati in Brasile, come ho avuto modo di apprezzare nel mio recente viaggio nell’aprile scorso).

Ho ricevuto numerosi inviti che vi allego, un mosaico di eventi che tracciano la ricchezza, il calore, il colore di un cambiamento dal basso che cammina con audacia, coraggio, impegno, radicalita’ grazie alla militanza di milioni di cittadini, di quell’HOMBRE NUEVO che cammina per le strade dell’Abya Yala, la terra feconda (come i popoli indigeni chiamano l’America Latina).

Sono entusiasta di giungere a Quito (sicuramente privilegiato con un viaggio in aereo rispetto alle 36 ore di pulman dei campesinos di Tambogrande e dei Movimenti Sociali del Peru’), e’ una tappa importante di un’avventura di scoperta e di costruzione di nuove relazioni di cui l’Osservatorio Indipendente sulla regione Andina SELVAS.org rappresenta l’opportunita’ di espandere e diffondere tanti ponti che in questi anni sto tessendo in America Latina, con i Movimenti NATs dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati, con il Fronte del popolo di Tambogrande (che ha bloccato lo sfruttamento minerario dell’impresa Manhattan grazie alla mobilitazione internazionale che abbiamo innescato), con le comunita’ dell’Amazzonia ecuatoriana colpite dalla costruzione dell’Oleodotto OCP e con il versante latinoamericano delle rete mondiale di resistenza OILWATCH, con cui sto collaborando con il mio giornalismo militante e l’amicizia della carissima Ivonne Yanez.
Ricordo la profezia di Alex Langer che parlava del VIAGGIATORE LEGGERO (senza lo zaino pesante del turista neo-colonizzatore), LENTO (perche’ sa apprezzare i ritmi e i tempi diversi senza la frenesia consumista), GIUSTO (perche’ plasmato da quella giustizia che rompe le barriere tra Nord e Sud ma costruisce insieme quell’umanitá che e’ la patria della cittadinanza planetaria). Vivere intensamente quest’esperienza del Foro sociale delle Americhe per me significa mantenere l’orizzonte verso questo spirito di cittadinanza etica che si sporca le mani per le strade del mondo, per condividere, per accompagnare, per lasciarsi trasformare, per facilitare il protagonismo di popoli che troppo facilmente etichettiamo come terzo-quarto-quinto mondo mentre non ci rendiamo conto della ricchezza, della sostenibilita’ di tanti percorsi di liberazione, di tanti movimenti sociali che costituiscono un’autentica autorita’ morale ed osano voler cambiare il mondo calpestando le regole del neoliberismo...
Parola d’ordine e’ ascolto, condivisione, contaminazione... non si tratta della solita testimonianza controcorrente del bravo volontario. E’ una tensione ideale per costruire e consolidare ponti, nuove relazioni di cambiamento, di auto-organizzazione.

L’esigenza di una democratizzazione dal basso
Quest’esigenza di democratizzazione dal basso e’ ben delineata dal nostro caro amico e compagno di viaggio Francesco Martone (giovane senatore verde esperto di ponti istutuzionali...): “Indubbiamente uno degli elementi cruciali per una democratizzazione dal basso in America Latina è quello di sostenere le iniziative di recupero della memoria storica, per ricordare soprattutto alle nuove generazioni le tragedie ed i drammi che le dittature militari hanno causato a tutto il Continente, denunciando al contempo gli effetti di una guerra permanente ed a bassa intensità contro i diritti umani in America Latina. Questo però non basta: al debito politico va aggiunto anche quello economico, giacché esiste una forte correlazione tra i due. La possibilità di una trasformazione radicale dei modelli economico-produttivi e della creazione di prospettive di sviluppo sociale passa necessariamente attraverso la destrutturazione del rapporto di subordinazione dei paesi latinoamericani alle decisioni del capitale e delle istituzioni finanziarie internazionali, Fondo Monetario Internazionale in primis. La questione del debito estero va affrontata pertanto come questione politica e non esclusivamente contabile, e risolta in maniera equa, trasparente e partecipata attraverso meccanismi innovativi di tipo arbitrale quali il Tribunale del Debito. All'effetto "anestetizzante" delle rimesse e dell'aumento dei flussi migratori, va accompagnata da parte dei movimenti sociali e delle forze politiche di sinistra europee una scelta a tutto campo a fianco dei migranti, per i loro diritti fondamentali, e per il loro riconoscimento come soggetti politici, non in quanto categorie "protette", agevolando la loro inclusione come parte integrante dei movimenti per un'altra globalizzazione. L'occasione per farlo è alle porte. Dal 25 al 30 luglio prossimo si terrà a Quito il Primo Forum Sociale delle Americhe, al quale parteciperanno attivisti ed organizzazioni non governative e movimenti sociali delle Americhe. In quei giorni si potranno tracciare le linee di un percorso allargato di elaborazione programmatica , sperimentando nuove alleanze e iniziative per cercare di trasformare quella attuale nella decade della nuova politica dei movimenti e dei diritti in America Latina ed in tutte le Americhe. (VEDI TESTO COMPLETO: http://www.francescomartone.it/socialforum/democrazia.htm )

Gli obiettivi del FSA
Il I Foro Sociale delle Americhe (FSA) aiuterá a comprendere con più profondità gli apporti e le specificità regionali della globalizzazione neo-liberale, e di dare maggiore spazi di espressione al pensiero critico, alle esperienze di resistenza e di costruzione di alternative , che sono radicate nella storia delle diverse regioni del mondo.
Quito sarà il punto d’incontro delle Americhe, come un nuovo momento nel dinamico processo sociale, stimolato nell’emisfero grazie alla realizzazione delle tre prime edizioni del FSM in Porto Alegre, Brasile (2001-2003). In coerenza con la Carta di Principi del FSM, e nello stesso spirito degli eventi già realizzati, il FSA sarà uno spazio democratico, aperto alla partecipazione di tutti quelli che sono impegnati nella costruzione di un mondo diverso.
Gli obiettivi sono:
- Stimolare la riflessione critica riguardo il progetto neo-liberale dominante e le sue espressioni nel nostro continente.
- Fare uno scambio pluralista e democratico di idee, analisi, esperienze e lotte di resistenze.
- Condividere la ricchezza culturale e la diversità del continente, con speciale riconoscimento alla presenza e vitalità dei popoli indigeni e afrodescendenti.
- Avanzare nella costruzione collettiva di alternative e strategie di fronte alla globalizzazione neo-liberale e al militarismo.
- Rinvigorire il coordinamento e azioni dei movimenti sociali.

Per non concludere
Qui di seguito incontrerete vari materiali di approfondimento relativi ad alcuni eventi significativi che accompagnero’ non solo a Quito come per esempio il Tribunale contro la banca mondiale, il seminario sulla giustizia ambientale, vari incontri per la cancellazione del debito estero.
L’equipe di SELVAS sara’ formata da tre membri: il sottoscritto, Tancredi Tarantino (esperto di debito estero, cooperante a Quito, esperto di....”ponti radiofonici” e fara’ le corrispondenze di Selvas per Radio Popolare) e un’altro inviato davvero speciale, esperto di “ponti istituzionali”, Francesco Martone, gia’ coordinatore della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, oggi Senatore verde, senza dimenticare il nostro infaticabile direttore Martin Iglesias, che diffondera il tam-tam di SELVAS da Milano insieme alla sua grande emozione di diventare una seconda volta padre, fra pochi giorni.

Da QUITO passo e chiudo. Vi saluto perche’ voglio andare a salutare la mia carissima amica brasiliana Juliana, coordinatrice della rete brasiliana di giustizia ambientale: le regalero’ una coloratissima huipala, la manta tessuta dalla saggezza delle madri quechua con la vivacita’ dei colori di una cultura ancestrale millenaria.




Un inviato speciale:
Senatore Francesco Martone (Verdi) a Quito

Con la presente nota desidero informarvi che dal prossimo 22 luglio sarò in Ecuador per seguire i lavori del Forum Sociale delle Americhe, del Vertice dei Popoli Indigeni d'America e del Forum Parlamentare delle Americhe.
Tra le varie tematiche all'ordine del giorno e sulle quali concentrerò la mia attenzione, sono la questione del debito estero(sarò tra i relatori di un panel sul ruolo dei parlamenti nelle politiche di cancellazione del debito) , le politiche della Banca mondiale e della Banca Interamericana di Sviluppo, (si svolgerà al proposito un Tribunale dei Popoli proprio a Quito), le politiche commerciali (WTO ed ALCA -. Area di libero scambio delle Americhe), e diritti dei migranti (cercherò di riportare parte del lavoro svolto sui CPT)
A Quito saranno presenti anche altri italiani, esponenti di ONG e movimenti con i quali abbiamo concordato di coordinare le nostre iniziative.
Per vostra informazione, a giorni sarà aperta sul mio sito www.ecogiustizia.org una finestra specifica di aggiornamento dal Forum Sociale delle Americhe, con link al sito www.selvas.org presente con due corrispondenti, ed a siti di ONG e movimenti ecuadoriani, che vi permetterà di seguire i lavori.
Nei prossimi giorni insieme all'annuncio dell'avvenuto aggiornamento del sito, riceverete un mio breve saggio su alcune tematiche calde dell'America Latina come chiave introduttiva ad alcune delle principali discussioni che si terranno a Quito.

Aggiornamento
Mi permetto di inviarvi un breve saggio su alcune tematiche calde dell'America Latina come chiave introduttiva ad alcune delle principali discussioni che si terranno a Quito dal 25 al 27 Luglio durante i lavori del Forum Sociale delle Americhe, del Vertice dei Popoli Indigeni d'America e del Forum Parlamentare delle Americhe, ai quali parteciperò.
Tra le varie tematiche all'ordine del giorno e sulle quali concentrerò la mia attenzione, sono la questione del debito estero(sarò tra i relatori di un panel sul ruolo dei parlamenti nelle politiche di cancellazione del debito) , le politiche della Banca mondiale e della Banca Interamericana di Sviluppo, (si svolgerà al proposito un Tribunale dei Popoli), le politiche commerciali (WTO ed ALCA -. Area di libero scambio delle Americhe), e diritti dei migranti. Parteciperò anche come unico parlamentare dall'Europa al Foro Parlamentare delle Americhe, invitato dal blocco parlamentare del movimento Pachakutik e dalla ONG ecuadoriana Accion Ecologica.
Potrete seguire i lavori del Forum sul sito www.ecogiustizia.org in una finestra aperta sull'avvenimento.
Un caro saluto

Francesco Martone



FORO SOCIAL AMERICAS 21 luglio2004
Democrazia, pace e sviluppo: le sfide perenni dell'America Latina
di Francesco Martone
"Ritorno al futuro" per l'America Latina? Il rischio c'è, basta dare un colpo d'occhio alla situazione interna di molti paesi del continente. Una miscela detonante composta dal crescente disincanto per l'azione politica del governo Lula, dal delicato passaggio referendario in Venezuela, dal rafforzamento della scelta di guerra totale fatta dal governo Uribe in Colombia, dal crollo di popolarità e sostegno popolare ai governi di Gutierrez in Ecuador e di Toledo in Perù, dal duro conflitto sociale in Bolivia, dalle difficoltà del Presidente argentino Kirchner di tenere testa al Fondo Monetario Internazionale...continua su www.ecogiustizia.org



Cristiano Morsolin, educatore, giornalista ed operatore di reti internazionali.
Co-fondatore dell’Osservatorio Indipendente regione Andina SELVAS.org – www.selvas.org
Dopo varie esperienze in Italia, Brasile, Ecuador, attualmente lavora a Lima nella cooperazione internazionale.

E-mail: utopiamos_peru@yahoo.com