Rete Italiana EA per la COLOMBIA

6 Marzo 2008
Rete italiana di Enlazando Alternativas
Al fianco della Colombia che lotta per la pace e la giustizia sociale, contro il neo-liberismo e i suoi principali strumenti di morte come il terrorismo di stato e il paramilitarismo.
Mentre il conflitto armato che dura da più di mezzo secolo s'imbarbarisce sempre di più, le tenui speranze di pace sono troncate dal presidente Alvaro Uribe, al rischio di fare esplodere l'intera area andina. Ne è una prova anche l'uccisione in territorio ecuadoriano, con l'appoggio di agenti e tecnologia statunitense, del negoziatore delle Farc, Raúl Reyes.
La tragedia colombiana non si riduce, come si cerca di far apparire sulla stampa internazionale, al dramma di Ingrid Betancourt e degli altri sequestrati e prigionieri, la cui liberazione non potrà che avvenire attraverso quella soluzione politica che il fanatico e reazionario Alvaro Uribe consapevolmente boicotta.
In Colombia, sono stati compiuti decine di migliaia di omicidi mirati, di sparizioni forzate e massacri di leader comunitari e indigeni, sindacalisti e contadini, senza risparmiare donne e bambini, è stato sterminato un partito politico d'opposizione, come la "Unión Patriotica", ed è stato realizzato l'allontanamento violento di quattro milioni di persone dalla loro terra.
Tutto ciò è avvenuto e ancora avviene in gran misura ad opera dell'esercito e degli alleati paramilitari (premiati e legalizzati grazie ad un'ignobile legge voluta dal loro protettore Alvaro Uribe) nell'impunità totale garantita da un farsesco sistema giudiziario e con la compiacenza di un'informazione controllata dalle grandi famiglie oligarchiche.
Questo bagno di sangue continua anche grazie alla complicità degli Usa e all'indifferenza dell'Unione Europea che, al dichiarato scopo di favorire un'inspiegabile "governabilità", continua ad alimentare il fanatismo di Uribe.
L'indulgenza verso delle istituzioni corrotte e infiltrate da mafiosi e paramilitari (condivisa dall'Italia che ha subito e subisce la presenza di criminali nell'ambasciata e nei consolati colombiani nel nostro paese) ha soprattutto una ragione economica. E' cioè ripagata dal permesso accordato dallo stato colombiano alle società transnazionali di saccheggiare il territorio e di approfittare dall'applicazione selvaggia della politica neo-liberista, fatta di privatizzazioni e un'apertura a senso unico dei mercati. Gli scandali più eclatanti che hanno riguardato, per citare solo alcuni casi, Coca Cola, Chiquita Brands, Del Monte, Drummond, Oxy e BP hanno evidenziato come il terrorismo statale e para-statale sia non solo oggettivamente funzionale ai loro profitti, ma anche esplicitamente richiesto dalle dirigenze di queste imprese allo scopo di intimorire le organizzazioni sindacali e le popolazioni coinvolte dai loro progetti.
Per tutte queste ragioni aderiamo alla giornata di lotta e denuncia che centinaia di organizzazioni sociali e politiche colombiane hanno indetto il 6 MARZO 2008 per ricordare le vittime del Terrorismo di Stato, realizzato attraverso gli assassini in uniforme militare o paramilitare.
Chiediamo che
il governo italiano e l'Unione Europea, invece di appoggiare e finanziare il regime corrotto e paramilitare di Alvaro Uribe Velez e di tollerare che le loro imprese transnazionali si arricchiscano grazie al terrorismo statale, s'impegnino a raggiungere una pace nella giustizia che garantisca un futuro al popolo colombiano.
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