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La Commissione della Veritá e Riconciliazione CVR del Perú ha consegnato nelle mani del Presidente Toledo un voluminoso (ben 6.500 pagine) rapporto finale su 20 anni di violazioni dei diritti umani, il 28 agosto scorso.
A un mese da questa data storica per la democrazia nel Paese andino, il rapporto finale CVR continua ad essere al centro del dibattito. L'impatto nella società peruviana e internazionale.

PERU’: NUNCA MAS!
Presentato rapporto finale su vent’anni
di violazione dei diritti umani

Da Lima Cristiano Morsolin


Lima - 27 agosto 2003 - Le foto di questo dossier si riferiscono alla manifestazione pubblica
di appoggio alla Commissione della Veritá CVR


SOMMARIO


Documento delle ONG italiane in Perú

Articolo di Pilar Arroyo
Forum Solidaridad Perú, 1 settembre 2003 - In Spagnolo

Discorso di Salomón Lerner Febres (Presidente CVR)
per la presentazione del rapporto finale, 28 agosto 2003
(Scarica il Documento formato rtf - In Spagnolo)

Conclusióni finali del rapporto
della Commissione della Veritá CVR.
(Scarica il Documento formato rtf - In Spagnolo)



:: APPROFONDIMENTI ::
NUNCA MAS!

Commissione della Veritá e Riconciliazione
www.cverdad.org.pe

Sito ufficiale della Commisione


Il "GRUPO COLINA"

Siti che trattano la ricerca e la denuncia dello squadrone della morte peruviano.
Resistencia.org in Spagnolo
Blithe.org in Inglese


Diritti Civili in Perù


RIDHUALC
Rete Informatica e di documentazione dei Diritti Umani in Latinoamerica e Caribe

Coordinadora Nacional
de Derechos Humanos (CNDDHH)


Amnesty Internacional  (AI)

Coalizione di ONGs per una Corte Penale Internazionale (CCPI)

Corte Interameriacana di Diritto Umano

Commissione Interamericana dei
Diritti Umani (CIDH)

Federación Internacional de Derechos Humanos  (FIDH)


Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

Organizzazione Mondiale Contro la Tortura  (OMCT)

Desaparecidos in Perù

Sito degli "scomparsi" e delle torture nel paese andino

GRUPPO NIZKOR

Asociación Nacional de Inocentes Liberados

Free Lori Berenson
ENG/ING - Giornalista nordamericana incarcerata in Peru

CEAPAZ

Caso Jesús Rafael Vallenas Gaona
Giuidice processato per corruzione in Perú.

Kulturföreningen Perú
Informaziuoni su prigionieri politici e altre informazioni

Lima - Perù, 28 settembre 2003

La Commissione della Veritá e Riconciliazione CVR del Perú ha consegnato nelle mani del Presidente Toledo un voluminoso (ben 6.500 pagine) rapporto finale su 20 anni di violazioni dei diritti umani, il 28 agosto scorso.
E’ giá passato un mese da questa data storica per la democrazia nel paese andino.
Il rapporto finale CVR continua ad essere al centro del dibattito dopo le recentissime dichiarazioni (video documentate e diffuse dal giornalista scomodo Cesar Hildebrant) di Martis Rivas, capo dello squadrone della morte “Grupo Colina” che ha dichiarato che riceveva gli ordini direttamente dall’ex presidente Alberto Fujimori (vedi la campagna per processare il "pinochet" peruano: http://www.fujimoriextraditable.com.pe/).

Il documento elaborato dalla Commissione della Veritá e Riconciliazione CVR accusa principalmente la guerriglia maoista “Sendero Luminoso”, il movimento guerigliero “Tupac Amaru” MRTA e l’Esercito governativo ma indica, anche, la responsabilitá politica degli ex Presidenti Fernando Belaúnde (1980-1985) e Alan García (1985- 1990) e la responsabilitá penale di Alberto Fujimori (1990-2000), profugo in Giappone.
Quest’analisi della violenza nel Paese andino stima ben 69.280 morti o desaparecidos, vittime del terrorismo politico e della repressione statale; tre su quattro parlano quechua, rappresentanti della popolazioni contadine ed indígene.

La maggior parte delle atrocità commesse andrebbero attribuite alla guerriglia. Le forze di sicurezza dello Stato sarebbero però responsabili della sparizione di almeno 7mila persone. Enormi anche le perdite economiche provocate dai due decenni di guerra interna, stimate in circa 25 milioni di dollari.

La commissione - composta da 12 membri e presieduta da Salomón Lerner Febres (preside della Pontificia Universita’ Católica di Lima) e integrata, tra gli altri, da padre Gastón Garatea e dal pastore evangelico Humberto Lay Sun, oltre che da monsignor Luis Bambarén Gastelumendi, vescovo di Chimbote, in qualità di osservatore, ha raccolto le testimonianze di 17mila persone durante 22 mesi di indagine e si é avvalsa della collaborazione di una squadra di investigatori.
I nove volumi del rapporto possono essere visionati sul sito www.cverdad.org.pe

Rispetto alle dimensioni del conflitto interno, le stime delle vittime indicate dalla CVR superano tre volte la cifra che finora si presumeva.
Quest’orribile saldo é maggiore delle stime indipendenti di 30.000 morti e desaparecidos della dittatura militare in Argentina (1976-1983) e risulta essere il secondo più grave dell’America Latina dopo le 200.000 vittime (in maggioranza maya) della repressione della guerra civile in Guatemala (1960-1996).
La maggioranza delle vittime viveva nelle zone rurali (79%), tre su quattro parlavano quechua, il 68% aveva conseguito un’educazione primaria completa o incompleta.
Inoltre la CVR ha constatato che nei dipartimenti andino sud-occidentale di Ayacucho – dove si inizió la guerra, si é concentrato il 40% dei morti e desaparecidos, proporzione che sale all’85% se si sommano i casi registrati a Huanuco, San Martin, Huancavelica e Apurimac, nel sud.

Secondo CVR, il principale responsabile dei morti e desaparecidos é Sendero Luminoso a cui attribuisce il 54% delle vittime, segnalando che si tratta di un caso eccezionale tra i gruppi guerriglieri e insurgentes dell’America Latina.
Sendero Luminoso ha inflitto “una violenza estrema, di inusitata crudeltá, comprendendo anche la tortura e le sevizie come forme per castigare ed intimidire la popolazione civile che tentava di controllare”, enfatizza il rapporto finale CVR aggiungendo che “Sendero negava il valore della vita e dei diritti umani”.
Una menzione a parte merita il leader senderista Abimael Guzman, accusato di praticare un culto della personaliá di polpotiana memoria.
Il Movimento rivoluzionario Tupac Amaru MRTA si é reso responsabile solo delll’1,5% dei morti e desaparecidos, ricorrendo ad atti criminali, sequesti, assassini.
Non va dimenticato che il rapporto finale analizza anche le responsabilitá dei governi democratici di Belaude e Garcia e del dittatore Fujimori che “erano carenti nel comprendere e nel gestire adeguatamente il conflitto armato”. In particolare si ritengono colpevoli i governi di Belaunde e Garcia per aver permesso in certe zone del conflitto, che la violazione dei diritti umani si trasformasse in pratica sistematica delle Forze Armate e non di ecceso di alcuni membri.
Va sottolineato che in soli due anni, tra il 1983 e 1984 (durante il governo Belaude) si sono registrati il maggior numero di morti rispetto a tutta la guerra interna: ben 19.468 vittime che rappresentano il 28% del totale.
Nel caso di Alan Garcia – partito APRA (oggi principale oppositore al governo Toledo) - il rapporto finale rivela che all’inizio tentó di riorientare la lotta contrainsurgente applicando sanzioni ai capi militari responsabili dei massacri. Però la “mattanza nelle carceri di Lurigancho e El Frontón del 18-19 giugno 1986, segna un punto di rottura con la politica aprista di imporre un nuovo schema di rispetto dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine”, aggiunge il documento.

Il rapporto finale CVR é molto critico con il governo Fujimori: il golpe di stato del 1992 ha significado un “collasso dello Stato di diritto”. Appare lo squadrone della morte conosciuto come gruppo Colina, vincolato all’ex capo dei servizi segreti di Fujimori, Vladimiro Montesinos, attualmente sotto processo per decine di imputazioni.
Il testo segnala crimini orribili: “assassinio, scomparsa-desaparicion forzata, crudeli massacri”, un linguaggio criminale usato dallo squadrone della morte Gruppo Colina per ubbidire agli ordini decretati dal Presidente Fujimori, dal suo braccio destro Vladimiro Montesinos, a cui la CVR attribuisce responsabilitá penali.

Rispetto alle azioni delle Forze Armate – accusate del 31% di morti, la CVR arriva alla conclusione che “nel primo periodo si applicó la strategia della repressione indiscriminata contro la popolazione civile, sospettata di appartenere a Sendero Luminoso”.
In una seconda tappa “questa strategia diventa piú selettiva, continuando a violare i diritti umani”.
In alcuni momenti del conflitto, secondo la CVR, non si é trattato solo di eccessi individuali, bensí di “pratiche generalizzate e/o sistematica violazione dei diritti umani”.

Sarà il potere giudiziario a incaricarsi di stabilire il grado di responsabilitá penale degli ufficiali coinvolti che hanno diretto la strategia antigueriglia nelle varie zone di emergenza – afferma la Commissione della Veritá.



Complicitá del Cardinale Cipriani e responsabilitá della Chiesa Cattólica
Anche la Chiesa Cattolica é stata oggetto dell’analisi della Commissione della Veritá.
Secondo il rapporto finale “la difesa dei diritti umani da parte dell’Arcivescovo di Ayacucho (attualmente Cardinale di Lima, Mons. Luis Cipriani) non é stata ferma e decisa durante la maggior parte del conflitto armato”. Il documento segnala che l’attuale esponente latinoamericano dell’OPUS DEI “durante la maggior parte del conflitto armato ha ostacolato il lavoro delle organizazioni ecclesiali impegnate nella difesa dei diritti umani, fino al punto que negava la violazione dei diritti umani”.

Va peró citato che il rapporto finale della CVR riconosce nella Chiesa Cattolica un’istituzione che ha tradotto il suo rifiuto della violenza terrorista, attraverso attivitá di difesa dei diritti umani come, per esempio, quelle organizzate dalla Commissione Episcopale per l’Azione Sociale CEAS.
In questo senso, la CVR rende omaggio a sacerdoti (menzioniamo anche i martiri italiani Padre Alessandro Dordi, Padre Daniele Badiali e Giulio Rocca dell“Operazione Mato Grosso - OMG”), religiose, fedeli cattolici ed evangelici che pagarono con la propria vita la difesa dei diritti umani.
Tuttavia si deplora l’irresponsabilitá di alcune autoritá ecclesiastiche di Ayacucho, Huancavelica y Apurimac che non hanno svolto il loro impegno pastorale in favore della pace e della giustizia.

Il direttore esecutivo del Coordinamento Nazionale dei Diritti Umani CNDDHH Francisco Soberon, commenta: “coloro che hanno seguito la congiuntura nazionale fin dagli anni ’80, hanno osservato come Cipriani ha volto le spalle ai familiari dei desaparecidos e a tutti coloro che hanno sofferto le violazióni dei diritti umani in Ayacucho.



La violenza in Ayacucho
Paradossalmente mentre il rapporto finale della Commissione CVR viene presentato alla cittadinanza il 29 agosto, ad Ayacucho, lo Stato ha decretato lo stato d’emergenza per evitare disordini.
Ayacucho, l’angolo della morte in quechua (per le mattanze durante l’epoca dei conquistadores spagnoli), teatro di crimini e violazioni orrende perpetrate da Sendero Luminoso e dalla repressione governativa negli anni ’80, diventa lo scenario attuale della debolezza democratica dello Stato, con la paura del ritorno del fantasma del terrorismo.
Alla luce della pubblicazione del rapporto della Commissione della Veritá e della Riconciliazione, e di un panorama sociale in fibrillazione, fatto di marce, scioperi, blocchi stradali, contro una politica economica essenzialmente recessiva, ma fondamentalmente contro uno stile di governo poco in sintonia con i sentimenti quotidiani della popolazione, la nostalgia autoritaria fa capolino in molti settori conservatori. La fragilitá della “democrazia” toledista, viene spesso confrontata con la stabilitá della “dittatura” fujimorista. Non che preoccupi il confronto, la cosa grave é la mancanza di senso delle istituzioni, del lungo periodo, e il correre dietro a soluzioni miracolistiche.



L’impatto nella societá peruana
Il rapporto finale della Commissione CVR ha acceso un vespaio di dichiarazioni contrastanti, evidenziando una profonda rottura tra la societá civile e i poteri forti che da vari mesi stanno articulando una campagna di dura opposizione e discredito verso la Commissione CVR.
In particolare va sottolineata la reazione di diversi generali e rappresentanti delle Forze Armate, legati anche políticamente alla strategia antisovversiva che, in vari momenti e luoghi, ha violato sistemáticamente i diritti umani.

Padre Gustavo Gutierrez, fondatore della Teologia della Liberazione, evidenzia la preparazione e la profesionalità dei membri della Commissione della Veritá CVR: “sono personalitá riconosciute non solo nel Perú, per il loro spessore morale e intellettuale e, quando parlano di atrocitá, si riferiscono a cose accadute realmente che non si possono piú occultare”. Il religioso dominicano afferma che l’obiettivo ideale per una soluzione profonda va ricercato nel perdono, peró “é chiaro che la societá deve raggiungere la giustizia anche attraverso le sanzioni; (..) sono comprensibili i nervosismi peró bisogna evitare relazioni e collaborazioni delle istituzioni con coloro che violarono la legge e i diritti umani.

Anche la Conferenza Episcopale Peruviana ha espresso ufficialmente il proprio sostegno al lavoro della Commissione della Verita’, manifestando il desiderio che il rapporto finale contribuisca “a stabilire la verita’ di fatti dolorosi al fine di purificare la memoria collettiva della storia passata”.

Sulla stessa linea d’onda si unisce il Presidente di APRODEH – Asociación Pro Derechos Humanos (storica ONG che ha promosso il Coordinamento Nazionale dei Diritti Umani – CNDDHH ) Miguel Jugo dichiara: “crediamo si debba dare continuitá alle parole del Presidente Toledo per lavorare in favore della giustizia, della riparazione e de rafforzamento dei diritti umani (...). Coincidiamo con i membri della CVR nell’identificare le responsabilitá politiche dei governi di Fernando Belaundé e Alan Garcia ma anche le responsabilitá penali di Alberto Fujimori (profugo in Giappone dove sta orchestrando una campagna da perseguitato politico di craxiana memoria) e del suo braccio destro Vladimiro Montesinos (ex capo dei servizi segreti).



L’impatto a livello internazionale
Si é registrato un eco anche a livello internazionale del rapporto finale della CVR (che è stato appositamente salutato con un messaggio del Presidente della Commissione della Veritá del Sudáfrica Arcivescovo Desmond Tutu, del Premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchú, delle Madri di Plaza de Mayo, ecc.).
Va sottolineata la partecipazione attiva delle ONG italiane in Perú (Associazióne Solidarietá Paesi Emergenti - ASPEm, TERRA NUOVA, Movimento Laici America Latina - MLAL, ARCI - Cultura e Sviluppo Perú, Cooperazione Internazionale Italiana COOPI, Comunidad Santo Espíritu, Gruppo Volontariato Civile GVC) che hanno pubblicato nel quotidiano LA REPUBBLICA del 28 agosto, un documento unitario di appoggio alla societá civile nel sostegno alla Commissione della Veritá CVR.
L’avvocato Mirtha Allende, membro del Coordinamento Nazionale dei Diritti Umani – CNDDHH dichiara che “il documento delle ONG italiane in appoggio alla CVR aiuta a sostenere questo processo di giustizia, veritá e riparazione in cui il Perú deve transitare affinché gli errori del passato che hanno causato molte sofferenze, non si ripetano”.

Va menzionato anche il ruolo propulsore della cooperazione internazionale (promosso non solamente dalle ONG italiane ma anche da Oxfam GB, Luteran World Relief LWR, Catholic Relief Services, Save the Children Canada UK, CUSO, Consejería en Proyectos ) che sta organizzando vari incontri e dibattiti per accompagnare anche politicamente un percorso di giustizia, anche in termini di riparazione e riconciliazione.

A livello internazionale, Human Rights Watch (www.hrw.org ) di New York, WOLA – Ufficio di Washington per questioni Latinoamericane (www.wola.org ), Amnesty International di Londra (www.amnesty.org)e la Federazione Internazionale Diritti Umani FIDH (www.fidh.org ) di Parigi hanno espresso il loro appoggio alla Commissione della Veritá.
In particolare WOLA – Ufficio di Washington per questioni Latinoamericane ha qualificato come un “grande avanzamento” la consegna del rapporto finale della CVR: “il governo USA deve riconoscere lo sforzo del governo peruano nella recerca della veritá durante il periodo della violenza politica e deve dargli il suo appoggio politico e simbolico”, enfatizza Kimberly Stanton, direttrice di WOLA.

La lotta per la giustizia della societá civile
Di fronte ad una campagna diffamatoria orchestrata da poteri occulti, con l’appoggio di politici e mass-media che tentano di bloccare il processo democratico del Peru’, la societa’ civile e i movimenti popolari (www.argenpress.info/nota.aspe?num=004417 )del paese andino si stanno mobilitando per costruire un nuovo patto sociale fondato sulla giustizia e sulla riconciliazione.

In prima linea si sono attivate varie organizazióni (tra cui il Coordinamento Nazionale dei Diritti Umani CNDDHH, l’Associazione Peruviana Pro Diritti Umani APRODEH, il centro ecclesiale “Bartolomeo de las Casas”, la Rete Giubileo 2000, la Conferenza dei Religiosi del Peru’) per la difesa dei diritti umani calpestati durante un ventennio di violenza politica fomentato dalla guerriglia terrorista Sendero Luminoso ma anche dalla polizía e dall’esercito governativo.

Il 20 agosto scorso sono state presentate al Presidente del Perú Alejandro Toledo ventiduemila (22.000) firme raccolte dal movimento cittadino “PARA QUE NO SE REPITA” (“Affinché non si ripeta”, nella traduzione dallo spagnolo) in appoggio alla Commissione della Verita’.

In occasione della consegna delle firme Francisco Soberon – direttore del Coordinamento Nazionale Diritti Umani CNDDHH ha sottolineato l’importanza di accompagnare le raccomandazioni e proposte della Commissione della Verita’. “Speriamo che l’organo esecutivo di governo possa impegnarsi e stabilire un meccanismo per promuovere azioni a livello giurisdizionale con la partecipazione della societa’ civile a livello di monitoraggio”. Il direttore del CNDDHH ha commentato: “Per voltare pagina bisogna aver letto il libro e molti peruviani non lo hanno fatto, rimangono indifferenti; per questo é importante che tutti ci impegniamo ad iniziare un autentico processo di riconciliazione con coloro che furono le vittime”.

Il 27 agosto scorso la societá civile ha organizzato una manifestazione pubblica di appoggio alla Commissione della Veritá CVR che ha visto la partecipazione di 5.000 cittadini coordinati dal Movimento “PARA QUE NO SE REPITA”, tra cui i Movimenti dei bambini, adolescenti e giovani lavoratori organizzati del MANTHOC (Movimento dei NATs figli di operai cristiani), MNNATSOP (Movimento Nazionale NATs organizzati del Perú), JENATSO (Movimento nazionale di giovani con esperienza di Nats) e JOC (Gioventú operaia cristiana).

Tania Pariona, rappresentante dell’equipe di coordinamento JENATSO ha diffuso la seguente dichiarazione: “Desidero esprimere una riflessione in quanto giovane studentessa universitaria e membro del Movimento nazionale di giovani con esperienza di Nats JENATSO - una iniziativa che nasce dall’esperienza fatta dentro il Mnnatsop – e identificata con il popolo lavoratore e la classe popolare, in particolare con i Nats, che lottano per il rispetto e il riconoscimento dei diritti di tutti i bambini/e e adolescenti, per il protagonismo sociale dell’infanzia lavoratrice e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei Nats.
In questo senso, io credo che l’infanzia e la gioventù non sono estranee alla congiuntura attuale né ai successi avvenuti in passato. Ricordiamo solo quanti bambini e bambine furono danneggiati fisicamente e psicologicamente dalla violenza socio-politica. Fatto per il quale la Commisione per la Verità e la Riconciliazione è stata appositamente creata, per fare giustizia sociale e conoscere i responsabili.
Pensiamo che durante questo tempo la CVR abbia compiuto un ruolo storico non solo per le ricerche fatte ma per aver canalizzato le informazioni e sensibilizzato la popolazione sulla violazione dei diritti umani.
Come JENATSO, ci uniamo a tutta la solidarietà che la società civile rivendica in questo momento in cui la CVR ha potuto dare alcuni risultati e raccomandazioni per la riflessione della società.
Speriamo che il rapporto non rimanga archiviato ma che serva come mezzo che diffonde alternative per molte famiglie che vivono ancora le conseguenze della problematica in questione”.

In questa direzione di una capillare diffusione del rapporto finale si stanno impegnando varie ONG internazionali come il coordinamento Forum Solidaridad Perú, per animare il dibattito non solo a Lima ma anche nelle realtá periferiche andine e amazzoniche e per mantenere acceso l’interesse e la prioritá di accompagnare questa costruzione democratica dal basso frutto della coscienza di migliaia di cittadini che si impegnano in prima persona per la giustizia e la pace in un contesto particolarmente complesso, segnato da povertá strutturali ma anche da quella dignitá caratteristica di questo popolo che non si arrende, ma lotta e si rimbocca le maniche.

In questo senso va sottolineato il fatto che questa mobilitazione non si limita solo al Perú’, come hanno documentato varie agenzie internazionali di stampa indipendente (VEDI CRONOLOGIA CVR) come ADITAL del Brasile, ALAI dell’Ecuador, DIAL della Francia, Agencia Internacional de prensa india del México, “Reseau d’information & de solidarité avec l’Amerique Latine” del Belgio, “America Semanal” degli USA.

Dall’Argentina il Premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel ha ricordatoto che “é necessario superare l’impunitá rispetto a ció che é succeso affinché non ritorni... NUNCA MAS!
Se non c’é veritá e giustizia, non ci puó essere riconciliazione possibile”.



Associazione Solidarieta’ Paesi Emergente ASPEm, Terra Nuova, Movimento Laici America Latina – MLAL, ARCI – Cultura e Sviluppo Peru’, Cooperazione Internazionale Italiana COOPI, Comunita’ Santo Spirito, Gruppo Volontariato Civile GVC

Lima, 28 agosto 2003

ONG ITALIANE APPOGGIANO LA SOCIETA’ CIVILE NEL SOSTEGNO ALLA COMMISSIONE DELLA VERITA’.




29 giugno 2003

Siamo un gruppo di Ong italiane (Associazione Solidarieta’ Paesi Emergente ASPEm, Terra Nuova, Movimento Laici America Latina – MLAL, ARCI – Cultura e Sviluppo Perú, Cooperazione Internazionale Italiana COOPI, Comunita’ Santo Spirito, Gruppo Volontariato Civile GVC) che da piu’ di 20 anni lavora per sostenere l’effettiva democratizzazione di un Peru’ plurietnico e multiculturale, a partire dal protagonismo della societa’ civile peruviana, appoggiando sopratutto il processo di sviluppo dei soggetti piu’ emarginati come le donne, i popoli indigeni, i minori di strada e lavoratori, i settori poveri della citta’ come della Sierra andina y della Selva amazónica.

Intendiamo la cooperazione internazionale come espressione di una solidarieta’ e di uno scambio tra Nord e Sud del mondo che sia spazio di cittadinanza, che sia scelta di giustizia e contro qualsiasi forma di esclusione.
In questa prospettiva ci uniamo alla societa’ civile peruviana nel sostegno alla Commissione della Verita’ e della Riconciliazione CVR.
Dopo due anni di lavoro esaustivo per raccogliere testimonianze, per analizzare le cause e per scoprire i responsabili delle violazióni dei diritti umani per la violenza politica, il giorno di oggi, 28 agosto 2003, segna una tappa storica per la democrazia nel paese andino.
Crediamo che il rapporto finale della Commissione della Verita’ CVR proporra’ conclusióni che necessitano dell’impegno di tutto il popolo peruviano e di tutte le organizazióni internazionali impegnate nella costruzione di un’autentica democratizzazione del paese, fondata sulla verita’ storica e su di una effettiva equita’ sociale, economica, culturale, generazionale e di genere per i cittadini del Peru’.

In questo senso ci uniamo alla mobilitazione del Movimento cittadino “PARA QUE NO SE REPITA – Affinche’ non si ripeta” (formato dal Coordinamento nazionale diritti umani CNDDHH, la Rete Giubileo 2000, l’Istituto “Bartolomeo Las Casas”, CEAPAZ e altri), delle ONG locali e internazionali (Oxfam GB, Luteran World Relief LWR, Catholic Relief Services, Save the Children Canada UK, CUSO) per appoggiare la diffusione a livello decentralizzato ed a livello internazionale delle raccomandazioni della Commissione CVR, sollecitandone l’applicazione con l’obiettivo di promuovere un nuovo patto sociale che sia spazio di convivenza democratica ed esercizio della giustizia senza perdere la Memoria.

Per questo motivo rifiutiamo decisamente la campagna contro la Commissione CVR, dove pare chiaro il tentativo di destabilizzare e bloccare un processo di coscientizzazione e di giustizia storica che indica responsabilita’ definite tra coloro che, sotto varie uniformi, torturarono, uccisero, fecero scomparire le persone tra il 1980 e il 2000.

Nell’attuale congiuntura latinoamericana, questa tappa animata dalla Commissione della Verita’ CVR nel Peru’ si unisce allo storico annullamento delle leggi di amnistia e perdono di cui beneficiarono i dittatori militari in Argentina.
La visita in Peru’ del Presidente del Brasile LULA, ci indica la forza dei movimenti popolari como proposta di governo dal basso.
La partecipazione di Rigoberta Menchu’ del Guatemala nella consegna del rapporto finale in Ayacucho, ci indica il ruolo importante dei popoli indigeni e contadini, maya in Guatemala, quechua in Peru’, nella lotta per la giustizia e contro la discriminazione, come attori sociali che devono essere riconosciuti come vittime di un sistema di violenza politica ma sopratutto come promotori di un cambiamento globale orientato alla cittadinanza mondiale senza esclusioni, fondata sulla pace e sulla solidarieta’.
Siamo convinti che “e’ necesario superare l’impunita’ affinche’ cio’ che e’ succeso non ritorni mai piu’ ad accadere(…). Se non c’e’ verita’ e giustizia, non c’e’ riconciliazione possibile”, come ha detto il Premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel.


Articolo di Pilar Arroyo
Forum Solidaridad Perú, 1 settembre 2003 - In Spagnolo

Discorso di Salomón Lerner Febres (Presidente CVR)
per la presentazione del rapporto finale, 28 agosto 2003
(Scarica il Documento formato rtf - In Spagnolo)

Conclusióni finali del rapporto
della Commissione della Veritá CVR.
(Scarica il Documento formato rtf - In Spagnolo)


Cristiano Morsolin, giornalista e operatore di reti internazionali.
Tra i fondatori dell’Osservatorio Indipendente sulla regione Andina SELVAS.ORG, lavora a Lima nella cooperazione internazionale

E-mail: utopiamos_peru@yahoo.com


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