Intervista a Diego Guzmán Espinosa
direttore dellObservatorio de Medios - Victimas de la Prensa - Ecuador
"L'informazione in Ecuador va a braccetto con i grandi interessi"
Di Martin E. Iglesias - per Selvas.org
Traduzione di Sonia Chialastri dei Traduttori per la Pace

Inauguriamo con l'Observatorio de Medios - Victimas de la Prensa, una serie di interviste alle associazioni per la libertà di stampa e di informazione attive nel panorama continentale latinoamericano.
Aprile 2005

Diego Guzmán Espinosa, 48 anni, ha lavorato nellarea delledilizia, del turismo e della televisione via cavo prima di diventare lo "scomodo" direttore dellOsservatorio dei Mezzi di Comunicazione con sede a Quito, in Ecuador. Si definisce un'attivista di Diritti Civili con nessuna affiliazione politica ed è il responsabile del programma radiofonico Buscolios.com. Nel dicembre del 2004 subisce una aggressione armata e il furto dei computer personali oltre l'avvertimento di "...non oltrepassare il limite..."
D. Qual è la storia e quali gli obiettivi dellOsservatorio?
DGE. LOsservatorio nasce nel novembre 2002, con lo scopo di dare rilevanza alle violazioni commesse dai mezzi di comunicazione affinché la cittadinanza possa distinguere la notizia vera da quella manipolata, oltre che per porre fine alla violenza e allinquinamento delle notizie da loro diffuse. Essi hanno scelto di farci credere che siamo tutti cattivi e viviamo in una società piena di violenza, ovviamente non è così. I canali televisivi fanno della violenza unapologia e la magnificano al punto da occupare l80% dello spazio dei notiziari, ciò confonde la cittadinanza e distrae dai veri problemi che consistono nella corruzione dei politici e di alcuni imprenditori.
L'obiettivo fondamentale dellOsservatorio è di mettere in grado la cittadinanza di distinguere e valutare le notizie per poter scegliere la programmazione televisiva e le letture di quotidiani seri che diano un apporto al proprio sviluppo.
Ai mezzi di comunicazione abbiamo detto di mettersi in regola o di sparire.
D. Se lOsservatorio fosse un termometro, quale temperatura segnerebbe riferendosi al panorama dellinformazione in Ecuador?
DGE. Linformazione in Ecuador va a braccetto con gli interessi dei proprietari dei mezzi di comunicazione, degli imprenditori e dei politici che detengono o aspirano al potere, cosicché la cittadinanza risulta essere un riflesso dei mezzi di comunicazione quando letica direbbe il contrario, in Ecuador la notizia la si presenta e manipola in accordo con gli interessi che difende o predilige il mezzo di comunicazione. In Ecuador nessuno o quasi dei mass media è indipendente dai gruppi politici o imprenditoriali. Non è raro che i banchieri corrotti siano proprietari di canali di comunicazione, e lo stesso accade per i politici. Da qualche anno il governo ha consegnato ai deputati le frequenze di radio e televisione con tutte le conseguenze che tale azione può provocare.

D. Quanto e come si lavora allOsservatorio?
DGE. AllOsservatorio lavoriamo in 12-16 persone, (dipende dalle possibilità che abbiamo di pagare i collaboratori) il che non è sufficiente, abbiamo bisogno di assumere molte più persone per poter realizzare studi e ricerche che ci permettono di conseguire dei risultati migliori. Lavoriamo 7 giorni su 7 con giornate lavorative che superano le 12 ore giornaliere.
Siamo riusciti ad acquistare anche uno spazio di 90 minuti giornalieri (dal lunedì al venerdì) in unemittente radiofonica in FM 101.7, il che ci permette di far conoscere il nostro lavoro diffusamente, questo spazio ci costa (senza operatori, speaker, produttori ecc. 2.800 dollari al mese).
Ogni settimana realizziamo un Bollettino che arriva ad approssimativamente 25.000 sottoscrittori, il 75% dei quali vivono in Ecuador e manteniamo le seguenti 4 pagine:
www.prensacorrupta.com
www.observatoriodemedios.org
www.victimasdelaprensa.com
www.observatoriodemedios.com
Riceviamo allincirca 700 mail al giorno. La pagina web www.prensacorrupta.com è visitata da 200.000 persone al mese e secondo il sistema di conteggio www.alexa.com siamo tra le 100.000 pagine web più visitate al mondo il che vuol dire una delle 20 pagine web più visitate e lette dellEcuador. Ci distinguiamo anche per avere una menzione di 5 stelle da parte dello stesso sito, solo unaltra pagina web nel nostro Paese si distingue per la stessa ragione. I principali quotidiani che pubblicano in internet non riescono ad ottenere che due stelle. Questo lo diciamo solo perché possiate sapere che il nostro lavoro è apprezzato dalla cittadinanza.
D. Ricevete qualche tipo di finanziamento pubblico o privato?
DGE. Non riceviamo alcun tipo di finanziamento, cerchiamo di ottenere pubblicità a pagamento ma è impossibile, quella presente nel sito è di piccole attività che appartengono ad amici o affiliati e la inseriamo per incoraggiare gli altri, ma nessuno vuole mettere i suoi annunci, hanno tutti paura, sanno che partirebbe immediatamente uninchiesta su di loro da parte di un mezzo di comunicazione che non si asterrebbe dal calunniarli.
Abbiamo avuto in passato un inserzionista, un canale digitale, che a sua volta aveva come sponsor unimpresa petrolifera. Due dei mezzi di comunicazione più importanti dellEcuador hanno contattato limpresa petrolifera per intimarle di ritirare la sua pubblicità dal canale digitale proprio perché aveva inserito la sua sul nostro sito. A dire il vero neppure ci pagava per quellinserzione.
Finora, e non sappiamo per quanto tempo ancora, abbiamo dovuto vendere i nostri beni per sostenere la causa, ma tutto ciò non potrà durare a lungo. Se non riusciamo a trovare le risorse siamo destinati a scomparire.
D. Quali sono, se ci sono, i contatti con esperienze simili alla vostra nel continente sudamericano. Avete relazioni con altre reti vittime della stampa?
DGE. Esistono alcune iniziative legate allosservazione di mass media con cui abbiamo dei legami nella pagina web, potete accedervi direttamente da lì.
Abbiamo cercato di ospitare nel nostro web tutte le iniziative cittadine del continente, ma è molto difficile che lo facciano, hanno realmente tanta paura di avere contro i mezzi di comunicazione.
D. Avete subìto molti attacchi a causa del vostro lavoro, e di che tipo?
DGE. Da quando abbiamo iniziato il nostro lavoro abbiamo ricevuto continue persecuzioni, minacce ed intromissioni nella nostra vita privata. Per evitare che potessero mettere in pratica le loro minacce abbiamo dovuto mandare via dal paese il minore dei miei figli, di 18 anni, che attualmente si trova in Francia, con tutti i costi in più che questo comporta.
Il 19 settembre 2004, il canale nazionale Gamavisión (di proprietà di banchieri latitanti) ha minacciato pubblicamente di chiuderci la bocca se avessimo continuato a denunciare le manipolazioni compiute attraverso i loro strumenti di comunicazione (quattro canali nazionali, emittenti radiofoniche, un sistema di televisione via cavo a livello nazionale, riviste, ecc.) Questi sono solo una parte dei "personaggi" con cui dobbiamo confrontarci, soli, non cè nessuno che protesti per noi, neppure le autorità di fronte alle quali abbiamo denunciato le minacce per le quali, essendo state fatte pubblicamente si doveva indagare dufficio. Lunico modo per chiudere la bocca a una persona è ucciderla, questo è quanto hanno minacciato di farci.
Per i dettagli si veda: http://www.prensacorrupta.com/inter.asp?s=19&idboletin=82
Lunedì 13 dicembre 2004, dopo aver intervistato il consigliere di Quito, Dr. Antonio Ricaurte, alluscita dallemittente radiofonica siamo stati assaliti da quattro persone armate che ci hanno portato via i nostri computer portatili e hanno tentato di spaventarci dicendoci che "avevamo superato ogni limite". Nei nostri computer cerano delle informazioni importanti sul lavoro dellOsservatorio. FINO A QUESTO MOMENTO LA POLIZIA DICE DI NON AVERE ALCUNA "PISTA" SUGLI AUTORI. Per maggiori dettagli vedi: http://www.prensacorrupta.com/inter.asp?s=19&idboletin=97
Le minacce sono diventate la norma da quando esiste lOsservatorio in merito si rimanda a: http://www.prensacorrupta.com/inter.asp?s=19&idboletin=70
(torna al sommario)
Ecuador: aumentano le minacce alla libera espressione
Attentati durante il governo del colonnello Gutierrez
Attentati contro (in ordine cronologico):
-Leonidas Iza y su hijo, Presidente de la CONAIE
-Carlos Muñoz Insua, representante de un canal de televisión
-Antonio Ricaurte Concejal de Quito, opositor al gobierno del coronel*
-Diego Guzmán Espinosa Director del Observatorio, activista Derechos Civiles*
-Blasco Peñaherrera Solah, Presidente Cámara de Comercio de Quito
-Orlando Pérez, Periodista Diario Hoy
-León Roldós Aguilera, Ex vicepresidente del Ecuador y opositor al gobierno
-Antonio Ricaurte, nuevamente sufre un atentado*
-Carlos Vera Rodríguez, Periodista que ha evidenciado diariamente los desafueros del dictador
-Vinicio Baquero, Presidente del Consejo de Universidades CONESUP
-Radio Canela de Macas, Director Wilson Cabrera Participación Ciudadana, Opositor a la dictadura
-Francisco Peña, Fundación Mariana de Jesús
-Coronel Patricio Acosta, ex secretario General y Ministro del gobierno del dictador
-General José Gallardo, persecución judicial
-Diego Guzmán Espinosa, sujetos armados irrumpen en su lugar de trabajo y lo amenazan*
-Diputado Enrique Ayala Mora, disparan contra su vehículo estando él en su interior
-Participación Ciudadana, es atacada por los defensores de la corte de facto que se autodenomina cero corrupción
-Gobernadora de la provincia de Esmeraldas
-Coronel Carlos Arboleda, funcionario de la dictadura
*Continue minacce
Martin E. Iglesias, giornalista e ricercatore delle dinamiche sociopolitiche latinoamericane, è presidente e coordinatore volontario tra i fondatori dell'Associazione Culturale SELVAS.org.
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