APPELLO per HAITI
Redazione di www.selvas.org
Aggiornato: 26 settembre 2008

Nella foto, la distruzione nei pressi di Cabaret, 30 chilometri da Port-au-Prince
|
Ora l'Associazione volontaria AUMOHD presta assistenza: "a circa 800 persone, 250 delle quali sono bambini. ...La corrente elettrica c'è ogni tanto e l'acqua potabile è merce rara..."
|
L'Associazione Selvas.org consiglia di aiutare, attraverso una raccolta fondi, un'associazione locale, AUMOHD composta da avvocati, che lavorando sul terreno e a contatto con migliaia di famiglie, è il riferimento naturale di numerosi cittadini haitiani. Selvas.org vi aggiornerà con corrispondenze e notizie sulla catastrofe, come dell'operato di questa associazione e della raccolta fondi.
TRE uragani ed una « tempesta tropicale » che si sono susseguiti a distanza di pochi giorni hanno distrutto totalmente Haiti, il Paese più povero del Continente Americano. Il Governo sta facendo ciò che può, con le scarse risorse a disposizione e le richieste di soccorso urgente che provengono da tutto il Paese.
22 settembre 2008
Lettera di AUMOHD per tutti voi
(Ai sostenitori dei sinistrati di Haiti ed ai responsabili di Selvas.org)
Oggetto: Lettera di ringraziamento ai sostenitori Italiani per la loro solidarietà ai sinistrati di Haiti
Signore e Signori,
ll Consiglio esecutivo dell’Action des Universitaires Motivés pour une Haïti de Droit, AUMOHD, a nome di tutti i sinistrati e vittime dei quattro (4) violenti cicloni presenta i propri più vivi ringraziamenti al popolo Italiano, particolarmente a tutti coloro che , in un modo o in un altro hanno contribuito a portare sollievo alle vittime dei quattro uragani che hanno causato centinaia di morti e migliaia di vittime.
Il Consiglio si congratula in modo speciale con i responsabili ed il personale di Selvas.org, che ha accolto favorevolmente l'appello disperato dei sinistrati, i nostri ringraziamenti s'indirizzano anche a Alma Giraudo, che ha sostenuto costantemente la lotta dei poveri di Haiti tramite AUMOHD.
Il Consiglio Esecutivo dell'AUMOHD informa i sostenitori Italiani che i loro contributi sono stati utilizzati per costituire un Centro di distribuzione dei viveri (vedere le relative foto) a 700 vittime di Grand Ravin, la zona più colpita del Dipartimento dell'Ovest. Grazie ai vostri contributi, 9 famiglie di Gonaives (...Elenco di cognomi - ndr) hanno beneficiato, ciascuna, di 4 mammites(*) di riso, 2 mammites di mais, 1/2 gallone d'olio, dei sacchetti di dolci per i bimbi, del sapone, 6 sacchetti di zucchero (per i succhi dei bambini), ed una scatola di fiammiferi.
Il Consiglio Esecutivo ricorda a tutti che la situazione rimane molto difficile e precaria per le vittime e, peggio, il servizio meteorologico annuncia l'arrivo di altri cicloni sul Paese. Confidando che la presente vi porti a prendere in considerazione l'utilità di proseguire con le vostre donazioni, il Consiglio Esecutivo vi prega di accogliere, Signore e Signori sostenitori , responsabili e personale di Selvas.org, i propri ringraziamenti più sinceri.
(*) unità di misura locale: Un normale sacco di riso contiene 8 mammites ed un grosso sacco di riso ne contiene 16.
Per il Consiglio di AUMOHD
Me. Evel FANFAN Me. Toussaint Jean Evêque
Presidente Segretario Esecutivo
>>Scarica la lettera Tradotta e Originale in formato .doc in formato .pdf
19 settembre 2008
Ecco le prime immagini del centro raccolta aiuti coordinato dall'avvocato Evel Fafan dell'associazione AUMOHD.

15 settembre 2008
Nelle foto e i breve video il locale della scuola adibito a raccolta e distribuzione di alimentari.
Evel Fanfan, che è diplomato al Institut International des Droits de l'Homme "René Cassin" di Strasburgo, è intervistato da una televisione locale e da una radio statunitense - NPR (National Public Radio) - http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=94561093 di cui alleghiamo anche il collegamento l'audio
(Foto AUMOHD 21/09/2008)
La prima vera cena per gli 800 rifugiati di Grande Ravine
Traduzione di Benedetta Scardovi-Mounier Revisione di Arianna Ghetti
Traduttori per la Pace
http://www.dominionpaper.ca
Sono riuscito a contattare Evel Fanfan, un lavoratore umanitario che si trova nella capitale di Haiti. “La gente a Port-au-Prince, in particolare a Grande Ravine, a sud della capitale, versa in una situazione disperata. Più di un centinaio di bambini del Lycée di Martissant sono senza corrente elettrica, cibo, né acqua potabile”, riferisce Fanfan.
Quando gli abbiamo chiesto che cosa pensa delle cifre ufficiali (poche decine - ndr) dei decessi, ha risposto:
“Sono di più, almeno centinaia”. Ha precisato che ci sono talmente tante persone che non sono state prese in considerazione dalle autorità perché residenti sulle montagne o nella campagna, e molti si sono in pratica dati alla macchia. Non crede, quindi, che il governo possa dare stime credibili.
...
Gli aiuti finanziari arriveranno. Il problema è: chi ne trarrà beneficio? La gente di Goaives è comprensibilmente pessimista dopo l’esperienza con l’uragano Jeanne.
http://www.npr.org/
12 settembre 2008 ·
Le operazioni degli aiuti umanitari continuano ad Haiti per le centinaia di migliaia di persone che nell’ultimo mese sono state colpite da due tempeste tropicali e due uragani. Decine di migliaia di abitazioni sono state distrutte e una vasta parte di Haiti continua a essere isolata dal resto del paese.
Gli aiuti umanitari si stanno concentrando sulla città portuale di Gonaives, nel nord del paese, che è stata sommersa due volte in una settimana, ma molte altre parti di Haiti risentono ancora di questa stagione degli uragani.
Nel quartiere di Grand Ravine a Port-au-Prince, 700 persone vivono all’interno di una scuola, senza acqua corrente, elettricità, né letti né cibo. Si trovano in questa situazione da settimane Luita Armand dorme su quel pavimento di cemento da agosto.
“L’unica cosa che vogliamo è che ci ricostruiscano la casa”, dice Armand. “Questa è una scuola. Non possiamo rimanere qui a lungo. Dobbiamo tornare a casa. Prima che possiamo farlo, è molto importante che il governo ci aiuti a ricostruire la nostra casa”.
Armand si è rifugiata presso la scuola con i suoi cinque figli poco prima che l’uragano Gustav colpisse il 26 agosto.
Distribuzione difficile
Al piano di sotto rispetto a dove dorme Armand, ci sono 122 bambini stipati in una singola aula che aspettano biscotti e succhi di frutta. Purtroppo, però, la scatola che dovrebbe contenere i biscotti contiene, in realtà, bottiglie di candeggina, quindi ai ragazzi vengono distribuite bevande gassate al gusto d’uva e cracker.
Evel Fanfan, che appartiene a un’associazione umanitaria a Port-au-Prince, distribuisce le scarse merende. Sostiene la necessità che il governo stabilisca un po’ di ordine in questo accampamento caotico in modo che lui possa distribuire cibi più sostanziosi.
“Alcuni poliziotti, qualcuno che possa aiutare a riportare la sicurezza”, sostiene Fanfan. “Adesso vorrei poter distribuire del riso ai ragazzi. Ma non posso farlo. Ho paura che se ne impossessino gli adulti”.
Non sono solo le 700 persone in questa scuola o i residenti di Gonaives a essere stati inondati e colpiti duramente in questa stagione degli uragani. In tutto il paese, da Les Cayes nel sud, a Jacmel nel sud-est, fino a Cap-Haitien a nord, c’è gente che ha perso tutto durante le tempeste.
Nel parcheggio della sede dell’ONG Catholic Relief Services (CRS), alcune dozzine di persone mettono cibo in grandi sacchi di plastica.
“Abbiamo riso, pane, burro di arachidi, fagioli”, afferma Bill Canny, il rappresentante di Catholic Relief Services. “In pratica si tratta di un pacco che aiuterà una famiglia di 5 persone per 15 giorni. Abbiamo dei problemi a farli pervenire a Gonaives. Le strade sono state chiuse. Ma ci sono molti posti che sono stati colpiti e li distribuiamo ad altre parti del paese che stanno ugualmente soffrendo a causa degli uragani”.
Haiti è stata colpita dalla tempesta tropicale Fay il 18 agosto e poi dall’uragano Gustav, la tempesta tropicale Hanna e l’uragano Ike.
Catholic Relief Services è arrivata per la prima volta ad Haiti in seguito all’uragano Hazel nel 1954. Da allora è diventata una delle più grandi associazioni umanitarie del paese.
Problemi di infrastrutture e di agricoltura
Canny sostiene che questa stagione degli uragani ha rappresentato un enorme passo indietro per gli agricoltori di questo paese.
“Quando il livello dell’acqua si abbasserà ulteriormente, saremo in grado di fare delle stime più precise, ma sono prevedibili grandi perdite nel raccolto di quest’anno”, precisa Canny.
Haiti dipende già pesantemente da importazioni alimentari; più della metà del cibo ad Haiti proviene dall’estero. L’aumento dei prezzi degli alimenti quest’anno ha innescato disordini che hanno avuto come conseguenza l’estromissione del Primo Ministro.
Con le perdite dei raccolti dovute alle ultime tempeste, ad Haiti non resterà che rimanere largamente dipendente dalle importazioni alimentari dall’estero per almeno un altro anno.
Le emergenze climatiche hanno inoltre fatto slittare di un mese l’apertura delle scuole. Strade, ponti e altre infrastrutture sono state distrutte. Un ospedale di Gonaives, da poco ristrutturato dopo essere stato distrutto nel 2004 dall’uragano Jean, è stato di nuovo demolito questo mese da Hanna.
“Non accade spesso che un paese venga colpito da quattro tempeste tropicali consecutivamente”, sostiene Abel Nazier, il deputato del Ministero dell’Interno di Haiti che coordina la Gestione dei Disastri Recenti.
Molti abitanti di Haiti si lamentano del fatto che il governo non ha fatto abbastanza per prevenire le tempeste, che non ha fatto evacuare la gente, che non è riuscito a tirare fuori dalle macerie gente intrappolata e che adesso non ha nessun piano per riportare le persone alle proprie dimore.
Nazier smentisce tutto ciò. Sostiene che i decessi, soprattutto in Gonaives, sarebbero stati molti di più se il governo non avesse emesso degli allarmi poco prima che Hanna colpisse.
“Non abbiamo molte possibilità in quanto a risorse economiche”, ammette Nazier. “Ma abbiamo un valido sistema nazionale di Gestione dei Disastri Recenti”.Nazier afferma che il governo dispone di un piano per riportare la gente alle proprie case, ma sostiene che non verrà attuato prima di 6 mesi. Egli dichiara che per il momento il governo è impegnato a portare aiuti di prima necessità come acqua e cibo alle varie migliaia di haitiani che hanno perso le proprie dimore durante le tempeste.
|
     
(Foto AUMOHD 19/09/2008)
     
15 settembre 2008

MAP Haiti: impatti degli uragani
Fay, Gustav, Hanna and Ike (aggiornato 9 sett)
DownLoad >> .pdf PDF
(228 Kb - Fonte: United Nations Office
for the Coordination of Humanitarian Affairs - ReliefWeb)

Nella foto aerea Gonaives dopo il passaggio dell'uragano Hanna.
Nella mappa di GoggleMap la città di Gonaives con i suoi quartieri e strade; sotto nella foto da setellite di fonte ONU, la valle che conteneva la città, dopo il passaggio di IKE, il 9 settembre 2008, è sommersa dalle acque.


Gli aiuti internazionali sono giunti o stanno arrivando alla città più colpita dalla « tempesta tropicale » Hanna, cioè Gonaives, capoluogo del Dipartimento dell’Artibonite. Le ultime stime, ancora vaghe, parlano di 1.000 - 2.000 vittime solo fra Gonaives e dintorni.
L’Artibonite, dove vivono la maggior parte dei contadini che avevano ripreso a coltivare il riso per limitare la dipendenza alimentare dai Paesi esteri, è ora isolata, dopo che l’ultimo ponte che permetteva di raggiungere le vallate e le montagne è crollato a causa del passaggio dell’uragano IKE. Inoltre il governo è stato costretto a far defluire le acque dalla diga più grande del Paese, quella di Peligre (sempre nell’Artibonite), ed ha richesto l’evacuazione immediata della zona. Impossibile sapere quanti contadini siano riusciti a salvarsi, costretti a fuggire in una zona già allagata da Hanna, sotto il vento e la fortissima pioggia.
Il primo uragano, cioè Gustav, classificato come categoria 1 dal « National Hurrican Center » di Miami è già dimenticato. Gustav, nel sud, ha causato almeno 100 morti, 20 dispersi e numerosi feriti oltre a 10.000 senza tetto. Quello che è meno noto è che Gustav ha colpito anche le zone più povere della capitale, Port-au-Prince.

12 settembre 2008
L’AUMOHD (Association des Universitaires Motivés Pour Une Haïti Des Droits) composta da avvocati e volontari che dal 2004 si occupano, non senza rischi, delle innumerevoli violazioni dei diritti umani, si sta prendendo cura di centinaia di sfollati, dimenticati da tutti.
Inizialmente i volontari hanno percorso le strade di Cité Soleil, Simon-Pelé ed altre per avvisare gli abitanti, che spesso non sono raggiunti neanche dalle informazioni radiofoniche, dell’immediato pericolo, permettendo alle persone di mettersi in salvo.
Ha successivamente coordinato l’evacuazione di Grand Ravin (il quartiere più povero di Port-au-prince insieme alla bidonville di Cité Soleil), trasferendo 340 persone, 118 delle quali sono bambini, al liceo di Grand Ravin (nelle foto in basso), mentre le loro case sono state totalmente distrutte, prima da Gustav e poi da Ike che ha completato l’opera di devastazione. Ora l'Associazione volontaria AUMOHD presta assistenza: "a circa 800 persone, 250 delle quali sono bambini. ...La corrente elettrica c'è ogni tanto e l'acqua potabile è merce rara..."

Bambini raccolti nelle aule della Scuola di Grand Ravin da AUMOHD (Foto AUMOHD 09/09/2008)

L’AUMOHD ha lanciato un appello urgente per provvedere alle necessità primarie degli sfollati, dimenticati dal Governo : mancano di tutto, dall’acqua potabile al cibo, dai vestiti ai medicinali e persino di scarpe
Ciò che riane di alcune case di Grand Ravin durante una prima ricognizione di AUMOHD (Foto AUMOHD 12/09/2008)

Più di un centinaio di bambini sono in attesa di una merenda nei locali della scuola dove hanno trovato ricovero.
(Foto Jason Beaubien/NPR 12/09/2008)


A Cité Soleil dalle 64 fontane che servono gli abitanti esce acqua fortemente inquinata, è indispensabile almeno potabilizzare l’acqua per evitare disastrose epidemie che causerebbero centinaia di vittime soprattutto fra i bambini.

L’AUMOHD, fino ad oggi, ha utilizzato le sue scarse risorse per provvedere almeno a distribuire acqua ed un pò di cibo, ma le risorse sono finite : il Governo non se ne occupa, o non può occuparsene, e l’AUMOHD si rivolge a noi contando sul nostro aiuto URGENTISSIMO. La sete e la fame non possono attendere.
Visto che il governo italiano non ha assolutamente risposto agli appelli del Presidente haitiano René Préval, che siano i comuni cittadini italiani a far sentire la loro solidarietà.
________________________________________________________________
________________________________________________________________
Associazione Culturale SELVAS.org
Osservatorio Informativo Indipendente sulla Regione Andina e il continente Latinoamericano
http://www.selvas.org http://www.selvas.eu e-mail: redazione@selvas.org
## Solo nel 2007 abbiamo avuto oltre 3,5 Milioni di contatti/lettori dall'Europa e dal Continente americano ##
________________________________________________________________
________________________________________________________________
|